8 settembre 2011

Finchè la barca va

Questo è l'elenco delle lamentazioni sulle vacanze in barca che il gioielliere Orfei rivolge a Seymour, il senegalese ultimo arruolato nel suo equipaggio:

1) La barca è piccola: non bastano certo trenta metri di scafo e quattro cuccette; capita sempre che inviti qualche amico in più e non sai come muoverti, oppure che non lo inviti e ci fai brutta figura.
2) I posti barca d'estate costano uno sproposito: con quegli stessi soldi tanto vale andare in pensione.
3) I bagni con quelle pompe di risucchio che si intasano sempre ed alle volte lasciano perfino salire acqua da Mare: a parte che è anti-igienico, poi vorrei pure vedere che mi tocchi di pulire...
4) L'acqua razionata - alle volte sono costretto a farmi la doccia fredda perchè ci vuole troppo a farla riscaldare.
5) Il costo della benzina: 800 cavalli spingono discretamente, ma bevono anche...
6) La barca è grande: alle volte vorresti vedere una caletta o una grotta, ma sei costretto ad ormeggiare a largo ed usare il tender, che poi ti chiedi che senso ha avere quel barcone se finisci sul gommoncino di 2 metri...
7) Il Mare: quando lo prendi di lato è un'agonia per tutto il tragitto...

Seymour annuisce per cortesia, cogliendo solo qualche parola semplice dal lungo discorso.
Otto mesi fa era tra i 150 imbarcati su una barca poco più grande, 2000 euro a testa (ovvero tutto), Mare piatto e sole a picco tutto il giorno.
Ricorda i corpi scaricati in Mare per evitare la fatiscenza e la dissenteria sfogata contro i fogli di giornale.

Guarda la barca del gioielliere e la sua uniforme nuova e pulita: gli viene da sorridere e uno spicchio bianco come la livrea gli spunta in mezzo alla faccia nera.