15 settembre 2011

Calligrafia

Tentenna la penna tra le mie dita, io la stringo ma lei tentenna, inciampa tra le parole, singhiozza tra le virgole,  le "i" mi escono come signore che rincorrono il loro cappello preso dal vento, allora stringo più forte e calco la mano sul foglio, ma non è lì il problema, è piuttosto in questo inconfessato tremore di fondo che avverto, come un ronzio di motore in corrente continua, un moto autonomo che mi pervade dalle estremità, un focolaio di rivolta dei miei arti, pesantissimi eppure semoventi, che finora ho cercato di ignorare per poi arrendermi davanti a questa pagina scritta fuori righe, a queste lettere sbilenche e sfocate.

Pensa se stasera Eleonora mi chiedesse aiuto con le paginette: cosa le direi? Stasera papà non scrive bene?
Pensa Eleonora.
Pensa se perdessi il controllo dei miei arti ed avessi timore che, prendendomi la mano, lei se ne accorgesse.
Pensa se mi accartocciassi su me stesso come una foglia secca e non la potessi più tenere sulle spalle.
Pensa se adesso, a trentott'anni, scivolassi nella demenza: pensa a quanta Vita perderei di vista, la mia, la sua....

Pensa.

Tentenna la penna tra le mie dita, inciampa in un punto messo con foga a chiudere il foglio, rotola sulla superficie del tavolo e si ferma un istante in bilico sullo spigolo.

Poi cade a terra, andando in mille pezzi.