Studia, a papà, e prendi buoni voti.
Prendi buoni voti che papà ti porta a fare il bagno a Positano, in Sardegna, alle Eolie, a Santorini.
Via da depuratori guasti e stabilimenti strapieni, dalle siringhe nelle spiagge libere e dall'acqua marrone che il Sarno continua a scaricare a cielo aperto nell'indifferenza generale.
Prendi buoni voti che papà ti manda in vacanza a mangiare paella sulle ramblas, ad imparare l'inglese a Malta, a fare shopping sugli Champs Elysees.
Lontano dai cumuli di munnezza bruciati, dai parcheggiatori abusivi, dai cantieri aperti da tempo immemore e dal traffico paralizzato tutto intorno.
Prendi buoni voti che ti iscrivo all'università privata, alla LUISS, alla Sapienza, alla Bocconi.
Senza passare per treni sporchi e senza orari, aule strapiene, condizionatori guasti, computer dell'anteguerra e segreterie in balìa degli eventi.
Prendi buoni voti che te ne vai a lavorare a Roma, a Milano, a Londra, negli Stati Uniti.
Scordati dei disoccupati organizzati in corteo a piazza Carità, degli impiegati comunali in perenne pausa caffè, dei dirigenti raccomandati da politici, camorristi o sindacalisti.
Prendi buoni voti e poi vai via da questa terra, figlio mio.
Fai grandi cose anche per noi, costretti qui in trincea.
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