Peppì a maggio la spiaggia è ancora vuota, come non la vedrai più nei prossimi mesi.
Ci trovi solamente tutto il sole di questo sabato mattina che si rotola sui ciottoli, e qualche gabbiano a scaldarsi sugli scogli.
Le finestre della classe, invece, sono sporche ed i cessi tappati di carta igienica; il professore di italiano è vecchio e stanco: si trascina in aula controvoglia e, senza dire "buongiorno", si siede e sbuffa.
Lasciala perdere quella della terzaeffe, lei punta già a quelli con la macchina.
Lascia che esca nello spacco tra le ore dicendo alle amiche che non sa più come evitarti; lascia che, non trovandoti, di nascosto cerchi la tua vespa nel parcheggio.
Oppure non lasciarla perdere, se vuoi... ma non oggi: oggi va' a Mare.
Che età strana è la tua, Peppì: ti vedo come le ballerine, in equilibrio su una sola punta.
Arriva un soffio di vento e mi preoccupo che ti butti a terra.
Ma le tue gambe sono più forti della mia fiducia.
Il Mare è ancora freddo, ma solo per qualche secondo dopo il tuffo: fai due o tre bracciate verso il largo e vedrai che prendi calore.
Scorre talmente in fretta questo tuo tempo che avrai bisogno del resto della vita per capire quello che ti sta accaddendo.
E il resto della Vita sarà meno di un pomeriggio passato a giocare a battimuro.
Se vuoi lo spiego io ai tuoi, Peppì - se lo saprò spiegare... ma oggi dammi retta: va' a Mare.
21 febbraio 2012
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