8 marzo 2012

Travolgente

Tanto Mare conosco quanto ne contengono i due promontori a cornice del Golfo.
Ogni scoglio chiamo per nome e, galleggiando in ciascun punto della superficie, so figurarmi perfettamente il fondale sottostante.
Ho imparato a calare la lenza tenendo conto delle correnti; so dove posizionare le nasse per i polpi e dove cercare le tane di murena.
Come il vecchio di Hemingway, mi accorgo del cambio di vento nel sonno e, prima di aprire gli occhi, indovino dall'umidità dell'aria le previsioni per la giornata.
Ma la conoscenza di questo Mare non è ancora completa.

Affondo le radici in generazioni di marittimi che hanno impresso sugli stipiti delle loro porte il detto: "Il Mare da, il Mare prende".
Ho visto fortune accresciute a dismisura in acque calme, difese con ogni forza nella burrasca, ritenute in salvo al tornare del sole, infine tirate a fondo da un'onda imprevedibile.
Per questo la mia pesca è senza avidità; è esercizio di esperienza anzicché ricerca di trofeo.
Eppure questo non mi salverà.

C'è ancora una faccia di questo Mare che non conosco: la faccia che ha quando travolge.
L'ho intravista qualche volta da lontano: dal sicuro di una strada, di una terrazza, di una casa; separato da una distanza calcolata sommando la Prudenza e la Paura.
Mi è sembrato di scorgere quel volto mentre sorreggevo l'anziano pescatore che guardava in lontananza il suo gozzo strappato all'ormeggio e scaraventato contro la scogliera.
Me ne sono fatto un'idea standomene affacciato impotente su di un'alta terrazza, accanto al proprietario dello stabilimento balneare mentre l'onda sfondava le porte del suo deposito e saccheggiava le sue attrezzature.

Chi sta sul Mare ne mette in conto la capacità improvvisa di superare margini di sicurezza ritenuti ragionevoli.

Capita una volta nella vita di trovarsi faccia a faccia con quella espressione, di scrutarla dritto negli occhi; quasi sempre è l'ultima cosa che si vede.
Presto o tardi - lo so - capiterà anche a me.
E non potrei immaginare una fine migliore.



In memoria di Enzo