1 luglio 2011

Ulisse

"Dove sei stato finora?"
Lei è distesa sul letto, in faccia l'espressione del sonno che tarda a venire.

"Te l'ho detto, era impossibile tornare prima..."
Lui risponde dalla terrazza.
Beve vino passito, rivolto verso il Mare.

"Dimmi che non sei stato con altre donne."
Gli ulivi sono gocce d'argento nella Notte sull'Isola.

"E tu che non sei mai stata con altri uomini."
Dopo un po' lui rientra e siede sul letto:
"In fondo che importa: conta solo che siamo qui, insieme, ora.
Perdoniamoci."
Passa il tempo che la Luna impiega a calare sull'orizzonte.

"Non è perdono questo.
Questo è pareggiare i torti.
Questa è l'anticamera del sospetto, la premessa della giustificazione."
Mentre lei parla, si tira su in mezzo al letto.
"Se ne sei capace, perdonami senza richiedere nulla in cambio, senza sentirti dalla parte della ragione."

La brezza gonfia come una vela la tenda di cotone, mentre una voce di uomo pare dire:
"Vado via".

Ah, dimenticavo: l'Isola si chiama Formentera.